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Interlagos, il circuito che non ammette gare tranquille

Casque de pilote et gants posés sur un buffet en bois devant une fenêtre ruisselante de pluie

Formula 1 · Lettura 7 min

Il Gran Premio di San Paolo si corre da venerdì 6 a domenica 8 novembre. Kimi Antonelli è campione da domenica scorsa, la vetta della classifica piloti è congelata, e cambia poco: Interlagos non ha mai avuto bisogno di una posta in gioco per produrre una gara di cui si parla ancora vent'anni dopo.

Quattro chilometri e tre, e tutto va veloce

L'Autódromo José Carlos Pace misura 4,309 km. È uno dei tracciati più corti del calendario, ed è la prima ragione del caos: un giro si chiude in poco più di un minuto e dieci, quindi il traffico è continuo. Chi è al comando raggiunge i doppiati prima di aver trovato il ritmo.

Seconda ragione: il circuito gira in senso antiorario, cosa che pochissimi tracciati fanno. I carichi cambiano lato, il collo lavora al contrario, e i piloti finiscono la domenica con dolori che non hanno da nessun'altra parte.

Terza ragione: il dislivello. Il tracciato sale e scende di continuo, e si apre con una sinistra-destra in discesa, la S di Senna, che è il principale punto di sorpasso. Ci si arriva veloci, si frena con il carico che si sposta, ed è lì che le gare si decidono.

Quarta ragione, la più imprevedibile: San Paolo. Il temporale di fine pomeriggio è un'abitudine locale, non un incidente. Una macchina assettata per l'asciutto può essere colta in un giro. I tracciati della griglia sono nella collezione Circuiti.

La data
Il circuito è stato inaugurato il 12 maggio 1940. Dal 1985 porta il nome di José Carlos Pace, pilota brasiliano morto nel 1977 in un incidente aereo.

1991: Senna vince in casa senza cambio

Otto stagioni in Formula 1, due titoli mondiali, e ancora nessuna vittoria in Brasile. Il 24 marzo 1991 Ayrton Senna parte dalla pole con la sua McLaren-Honda.

Il cambio inizia a cedere senza che nessuno lo sappia. Perde la quarta. Nigel Mansell rientra, poi si rompe a sua volta e si ritira al sessantunesimo giro. Negli ultimi giri Senna ha perso anche la quinta e la terza. Gli resta la sesta, e deve affrontare le curve lente in sesta, sul punto di spegnersi, mentre Riccardo Patrese recupera.

Vince con 2,9 secondi di vantaggio. Lo sforzo gli provoca crampi e febbre. Non riesce a uscire dalla macchina da solo, viene sollevato di peso, portato al podio in auto medica, e riesce a malapena ad alzare il trofeo. È la sua prima vittoria in casa, all'ottava stagione.

Quadro Formula 1, Nella testa di Ayrton Senna
Il pilota che ha vinto il suo Gran Premio di casa con una sola marcia.

2008: campione del mondo per una manciata di secondi

Ultima prova della stagione, 2 novembre 2008. Felipe Massa deve vincere e sperare che Lewis Hamilton chiuda sesto o peggio. Un brasiliano può tornare campione del mondo, cosa che non succede da Senna nel 1991.

La pioggia arriva al sessantatreesimo giro. Timo Glock resta con gomme da asciutto e risale. Hamilton va lungo al sessantanovesimo e perde la quinta posizione. Massa taglia il traguardo da vincitore, e nel frattempo l'ultimo giro si gioca dietro di lui.

Nelle ultime curve Glock non ha più aderenza su una pista bagnata. Hamilton lo passa e chiude quinto. Il box Ferrari, che aveva già iniziato a festeggiare il titolo, ammutolisce di colpo. Un punto di differenza. A 23 anni e 300 giorni Hamilton diventa il più giovane campione del mondo della storia.

Quel record è caduto due volte da allora: Sebastian Vettel nel 2010, e domenica scorsa a Città del Messico, dove Kimi Antonelli lo ha portato a 20 anni e 68 giorni.

2021: partito decimo, ha vinto

Hamilton firma il miglior tempo del venerdì, poi viene escluso dalla sessione per un'ala posteriore non regolamentare. Parte ultimo nella gara sprint del sabato, risale fino al quinto posto, e in più incassa cinque posizioni di penalità per aver superato il suo contingente di componenti motore.

Così scatta decimo la domenica. Vince, davanti a Max Verstappen, che allora guidava il campionato. È una delle rimonte più discusse del decennio, ed è successa qui.

Tre gare, tre copioni diversi, un giro di quattro chilometri. È questo che si compra guardando Interlagos una domenica pomeriggio.

Questo weekend, e cosa resta in palio

Cambio di formato quest'anno: niente gara sprint. È la prima volta dall'introduzione del formato nel 2021 che Interlagos non ne ospita una. Tre sessioni di prove libere, qualifiche al sabato, gara la domenica sui 71 giri.

Il campionato piloti è chiuso, il resto no. Quattro piloti sono racchiusi in sedici punti per il secondo posto: Verstappen 261, Hamilton 259, George Russell 250, Charles Leclerc 245. Tra le squadre la Mercedes guida con 630 punti sui 504 della Ferrari, con 172 punti ancora disponibili: il titolo non è ancora assegnato.

Dopo San Paolo restano Las Vegas il 21 novembre, il Qatar il 29 e Abu Dhabi il 6 dicembre. Tutta la griglia è nell'universo Formula 1.

4,309Chilometri, uno dei giri più corti
71Giri di gara la domenica
1940Anno di inaugurazione del circuito

Tre pezzi per una domenica brasiliana

Un nome domina questo circuito, e non è quello scritto sul cartello ufficiale.

Domande frequenti

Quando si corre il Gran Premio di San Paolo 2026?

Da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026, all'Autódromo José Carlos Pace. La gara si disputa la domenica sui 71 giri.

C'è una gara sprint in Brasile quest'anno?

No. È la prima volta dall'introduzione del formato nel 2021 che Interlagos non ospita uno sprint. Il weekend segue il formato classico: tre prove libere, qualifiche al sabato, gara la domenica.

Perché Interlagos produce così tante gare folli?

Un giro corto di 4,309 km che crea traffico continuo, un senso di marcia antiorario, un dislivello marcato con la S di Senna in discesa come principale punto di sorpasso, e il meteo di San Paolo, dove un temporale di fine pomeriggio può cogliere in un solo giro una macchina assettata per l'asciutto.

Chi era José Carlos Pace?

Un pilota brasiliano di Formula 1, morto nel 1977 in un incidente aereo. Il circuito, inaugurato il 12 maggio 1940, porta il suo nome dal 1985. Il pubblico continua a chiamarlo Interlagos, dal nome del quartiere.

Il campionato 2026 è già deciso?

Tra i piloti sì, Kimi Antonelli è campione dal Gran Premio di Città del Messico del 1° novembre. Tra le squadre no: la Mercedes guida con 630 punti sui 504 della Ferrari, e restano 172 punti da assegnare.

Un giro di quattro chilometri, inaugurato prima della Formula 1 stessa, percorso al contrario e che un solo temporale può ribaltare. Il titolo è assegnato, la gara no. Il cambio, la pioggia, l'ultima curva.

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